Le stagioni del giardino

LE STAGIONI DEL GIARDINO

“Quando mi capitò di fare per tutto un anno giardinaggio in un paese tropicale, trovai molto noiosa quella specie di ininterrotta fioritura” (Eleanor Perényi)

Il Paradiso terrestre era indubbiamente un luogo di delizie: fiori perenni, frutti perenni. Ma ogni tanto mi viene il dubbio che tanta continua immutabile abbondanza fosse difficile da sopportare, e mi viene da giustificare Eva che ruppe il monotono incanto.
Perché, pensiamoci: che cosa rende così preziosa una rosa, se non la sua fugacità? Sarebbe così struggente un ciliegio in fiore, se durasse mesi e mesi?

C’è un tempo per il fiore, uno per il frutto, uno per la gemma e uno per il ramo nudo; è una verità semplice e naturale, ma evidentemente non alla moda: andiamo a fare la spesa, e il fruttivendolo ci propone insieme fragole e castagne, ciliegie e mandarini; sfogliamo una rivista di moda, e vediamo sandali d’inverno e stivali d’estate.
È come se avessimo paura della quiete, dell’attesa, dei tempi ‘morti’ (!); come se la parola d’ordine fosse SEMPRE TUTTO. Ma così quel piacere in nome del quale facciamo tutto questo diventa sempre più raro e insoddisfacente, e noi sempre più confusi e infelici.

(segue nella dispensa:
Le stagioni del giardino. Chiacchiere, suggerimenti e un po’ di poesia a cura di Gabriella Assirelli)

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