Le mie rose (di Natascia Mazzoni)

LE MIE ROSE
Di Natascia Mazzoni

UNA PASSIONE SEMPREVERDE

La storia che mi conduce alla mia piccola collezione di rose è racchiusa tutta in una gita a Firenze al Giardino delle Rose.
Bene, io ho sempre avuto un amore sfrenato per tutto ciò che era verde e la cosa diventava patologia quando poi quel verde portava anche dei fiori.
Qualsiasi fiore per me è sempre stato degno di ammirazione e scatenava in me il desiderio di possederlo.
Soltanto i miei primi dieci anni di vita erano trascorsi in campagna con tanto verde e giardini colmi di fiori curati amorevolmente insieme agli ortaggi più svariati, dalla nonna materna ma che comunque devono essere stati molto importanti per la mia formazione. Purtroppo in seguito avevo sempre vissuto in case con piccolissimi giardini. L’ultimo a Cesenatico di pochi metri quadrati era esposto a nord sempre all’ombra per cui avevo optato per piante come camelie, ortensie,azalee.
Le rose proprio neanche da considerare, ad eccezione di una meravigliosa BANKSIAE LUTEA che avvolgeva la cancellata illuminata per qualche ora dal sole e che nella tarda primavera con il fogliame abbondante e i grandi mazzi ricadenti di piccoli fiori rosa dolcemente profumati ,destava la curiosità di tutto il vicinato.
Le rose che conoscevo fino ad allora erano le rose moderne, quelle dei giardini delle mie amiche, rose un poco altezzose, dai colori spesso troppo forti e sempre un poco ammalate di oidio o colorate di blu per i frequenti trattamenti a base di solfato di zolfo a cui erano sottoposte e comunque rigide, troppo rigide.
Poi l’acquisto della casa di Montenovo con tanto terreno intorno, ma che purtroppo non aveva mai ospitato altro che filari di alberi da frutto o erbacce ad eccezione di alcuni alberi degni di rispetto quali due maestosi pioppi zatterini, un gelso meraviglioso e una quercia probabilmente centenari.
Tutto da fare, quindi, dall’inizio, ma dopo l’acquisto della casa avevo pochi mezzi economici a disposizione per la mia passione per cui dovetti rimboccarmi le maniche e cominciai il mio mestiere di apprendista giardiniera tuttofare ivi compreso l’uso del decespugliatore e della vanga, attrezzi che per la mia conformazione fisica sono micidiali.
Ma nulla mi spaventa se l’obiettivo è quello di ottener una bella fioritura.
Dunque dapprima mi avvicinai alle ROSE INGLESI appunto durante una gita a Firenze, una meravigliosa St. CECILIA color crema aveva attirato la mia attenzione non appena varcato il cancello del giardino, Era una ROSA? Stupenda. Il suo aspetto discreto e delicato, il portamento morbido e nello stesso tempo elegante con le corolle che si inchinavano offrendosi allo sguardo, il colore tenue, un crema che sfuma verso il bianco ed infine la sua fragranza forte ma insolita con note di limone e fiori di mandorlo.
Ero stata conquistata completamente.

(segue nella dispensa:
LE MIE ROSE di Natascia Mazzoni)

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