IL NOME DELLA ROSA (e di molte altre piante)

IL NOME DELLA ROSA (e di molte altre piante)
Un percorso nella nomenclatura botanica -tra scienza, storia e curiosità- guidato da Gabriella Assirelli

“Un nome che cos’è? Quel che chiamiamo rosa, avrebbe forse un profumo meno dolce con un altro nome?” (Shakespeare, “Romeo e Giulietta”)

Giulietta era giovanissima e innamorata, e si capisce il suo disinteresse per i nomi; ma noi, se vogliamo conoscere davvero le piante, dobbiamo impararne il nome esatto, quello scientifico; e questo percorso di conoscenza, se all’inizio potrà sembrare ostico, riserverà poi scoperte interessanti, piacevoli, spesso divertenti.

Ricordate i fiori della nostra infanzia? C’erano le rose, le viole, i gigli, le margherite, le giunchiglie, le ‘manine della Madonna’, le ‘bocche di leone’, i ‘non ti scordar di me’... Guardiamoli adesso con l’occhio del botanico. Le rose e le viole, per fortuna, sono sempre loro (anche se per le seconde dovremo distinguere almeno tra Viola odorata e Viola tricolor); il giglio dal profumo inebriante che vedevamo in chiesa era il Lilium candidum, ma avremmo chiamato giglio anche l’Hemerocallis, la Gloriosa, il Pancratium, qualche Iris (tranne l’I. germanica, che ci veniva indicata con un appellativo colorito quanto irriferibile); nella categoria ‘margherita’ di allora identificheremmo adesso, oltre alla Bellis perennis (la margheritina dei prati), anche vari Chrysanthemum (maximum, leucanthemum...), la Gerbera, l’Agatea, la Calendula... Adesso sappiamo che ‘giunchiglia’ è il Narcissus joinquilla, quindi ‘Narciso’ è il nome del genere, che ha moltissime altre specie. Le ‘manine della Madonna’ che profumavano i nostri giochi serali nei cortili e nei prati sotto casa erano i fiori della Lonicera caprifolium, che era poi la Madreselva o il Caprifoglio dei primi romanzi d’amore che abbiamo letto (senza badare di sicuro alle indicazioni botaniche) da adolescenti... E se consideriamo il nome scientifico delle vecchie ‘bocche di leone’(chi non ha giocato a farle aprire stringendone la corolla tra pollice e indice?) scopriamo che Antirrhynum fa riferimento a un “naso”, a un “muso” di bestia che è presente (sia drago, leone o lupo) in tutti i nomi popolari che la pianta ha nel mondo. E i ‘non ti scordar di me’? I fiorellini celesti che coloravano con tanta grazia i prati dove ci stendevamo dopo una corsa erano in realtà di Veronica agrestis; il vero ‘non ti scordar di me’ è il Myosotis, che deve tale nome a una presunta somiglianza con le orecchie del topo...

Insomma. Lungi dall’essere un arido elenco, un repertorio di nomi di piante è una fonte inesauribile di scoperte, spesso sorprendenti. Ma rimaniamo ancora un momento nell’infanzia, per formulare alcune domande proprio come farebbe un bambino:

Da dove vengono i nomi delle piante?
Chi è stato il primo che le ha chiamate così?
Si chiamano così in tutto il mondo?

Cercheremo di rispondere proprio a queste domande.

(segue nella dispensa:
IL NOME DELLA ROSA (e di molte altre piante). Un percorso nella nomenclatura botanica -tra scienza, storia e curiosità- guidato da Gabriella Assirelli )

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