Il giardino dei sensi

IL GIARDINO DEI SENSI
In giardino, a sensi aperti

Gli occhi, bene o male, in giardino li usiamo.
Ma se ci bendassero? Quante delle nostre piante sapremmo riconoscere solo dall’odore? E quante dal tatto?
Ci ricordiamo dell’ultima volta che abbiamo camminato a piedi nudi sul prato? E il sapore acidulo di un filo d’erba, è solo un ricordo infantile? E la pioggia ci incanta ancora con le sue mille variazioni musicali o ne cogliamo solo l’aspetto pratico (utile/fastidiosa)?
Se vogliamo vivere il giardino, e non limitarci a guardarlo, ricordiamoci che siamo dotati di cinque sensi

La Vista

Gli occhi, dicevamo, più o meno li usiamo. Nei giardini che vediamo per la prima volta soprattutto, o in quelli che torniamo a rivedere dopo molto tempo. E spesso, per essere sicuri che nulla ci sfugga, fotografiamo quasi ossessivamente ogni angolo, ogni pianta che appena ci sembri interessante: con ciò perdendo molto del piacere di una pura contemplazione, rimandata a un dopo che raramente arriverà.
Quanto al nostro giardino, lo guardiamo certo, ma di rado nel suo insieme; più spesso seguiamo una pianta particolare, aspettandone ad esempio la fioritura, o ne controlliamo attentamente un’altra che ci sembra in sofferenza. E’ insomma uno sguardo familiare e parziale, il nostro; un po’ come si guarda un vecchio amato compagno, senza vederlo davvero…
Eppure altri sguardi sono possibili.

C’è lo sguardo del naturalista, che vede il giardino come un laboratorio; c’è lo sguardo del poeta, che lo trasforma in un ricordo di paradiso perduto o in un paradigma della sofferenza umana (ricordate Leopardi? "Entrate in un giardino di piante, d’erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell’anno. Voi non potete volger lo sguardo in nessuna parte che voi non vi troviate del patimento", Zibaldone, 22 aprile 1826). Ma uno degli sguardi più fecondi è quello del pittore.
Claude Monet è forse l’esempio più illuminante, anche perché per lui il giardino e la pittura avevano uguale dignità ("A parte il giardino e la pittura, sono un buono a nulla!" amava dire). Dal suo giardino a Giverny trasse i colori della sua tavolozza, ed è suggestivo il confronto fra le nostre foto e i suoi quadri…
(segue nella dispensa: "IL GIARDINO DEI SENSI". In giardino, a sensi aperti, guidati da Gabriella Assirelli)

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